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	<title>Retecedro - Rete dei centri di documentazione sulle dipendenze patologiche Regione Toscana</title>
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		<title>LA STRATEGIA EUROPEA CONTRO LE DROGHE 2005-2012</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 08:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[PREVENZIONE DELLE DIPENDENZE]]></category>
		<category><![CDATA[TOSSICODIPENDENZE E TRATTAMENTO]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Osservatorio sulle droghe di Lisbona ha recentemente pubblicato il volume “EMCDDA trend report for the evaluation of the 2005–12 EU drugs strategy” che passa in rassegna I principali trend e cambiamenti in fatto di consumi di sostanze in Europa e &#8230; <a href="http://www.retecedro.net/?p=2557">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.retecedro.net/wp-content/uploads/2012/05/emcdda2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2558" title="emcdda" src="http://www.retecedro.net/wp-content/uploads/2012/05/emcdda2-150x150.jpg" alt="" width="90" height="120" /></a>L&#8217;<strong>Osservatorio sulle droghe di Lisbona </strong>ha recentemente pubblicato il volume <strong>“EMCDDA trend report for the evaluation of the 2005–12 EU drugs strategy”</strong> che passa in rassegna I principali trend e cambiamenti in fatto di consumi di sostanze in Europa e le risposte elaborate dagli stati membri, nei <strong>due diversi piani d&#8217;azione</strong>: dal 2005 al 2008 e dal 2009 al 2012. Il report analizza 4 principali aree tematiche: uso di droga ed i problemi correlati; l&#8217;offerta di droga; le politiche sulle droghe; gli interventi di riduzione della domanda.</p>
<p>Scarica il volume <strong><a href="http://www.emcdda.europa.eu/attachements.cfm/att_154968_EN_Trend%20report.pdf"><span style="text-decoration: underline;"> EMCDDA trend report for the evaluation of the 2005–12 EU drugs strategy</span></a></strong></p>
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		<title>DETERMINANTI SOCIALI DELLA SALUTE DEI GIOVANI</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 13:29:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[PREVENZIONE DELLE DIPENDENZE]]></category>
		<category><![CDATA[SANITA']]></category>

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		<description><![CDATA[Giunto alla quinta edizione, il rapporto internazionale Hbsc si concentra sui determinanti sociali di salute e sul benessere dei giovani in età scolare. &#8220;Social determinants of health and well-being among young people&#8221; è infatti il titolo del documento pubblicato dall’Oms &#8230; <a href="http://www.retecedro.net/?p=2550">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.retecedro.net/wp-content/uploads/2012/05/Hbsc2009-2010.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-2551 alignleft" title="Hbsc2009-2010" src="http://www.retecedro.net/wp-content/uploads/2012/05/Hbsc2009-2010-140x150.jpg" alt="" width="140" height="150" /></a>Giunto alla quinta edizione, il rapporto internazionale Hbsc si concentra sui determinanti sociali di salute e sul benessere dei giovani in età scolare. <a href="http://www.euro.who.int/__data/assets/pdf_file/0003/163857/Social-determinants-of-health-and-well-being-among-young-people.pdf"><span style="text-decoration: underline;">&#8220;Social determinants of health and well-being among young people&#8221;</span></a> è infatti il titolo del documento pubblicato dall’Oms Europa ad aprile 2012 e relativo all’indagine 2009-2010 dello studio Health Behaviour in School-aged Children (Hbsc).<span id="more-2550"></span><br />
Il report presenta i dati raccolti in 39 Paesi della Regione europea dell’Oms e del Nord America e fornisce un quadro sull’influenza che il contesto socio-economico-culturale ha sui comportamenti, sugli stili di vita e dunque sulla salute dei ragazzi di 11, 13 e 15 anni. Partecipando all’indagine, i giovani intervistati hanno descritto il proprio contesto sociale (relazioni familiari, con i pari e con la scuola), la propria salute fisica e la soddisfazione della propria vita, gli stili di vita (attività fisica, alimentazione, ecc) e i <strong>comportamenti a rischio</strong> (uso di tabacco, alcol, cannabis, comportamenti sessuali, bullismo). Il documento in generale, e le singole pubblicazioni nazionali, vogliono infatti essere un supporto di informazioni valide e aggiornate sui comportamenti dei ragazzi in modo da orientare nel modo migliore le scelte dei decisori, dei professionisti, degli operatori.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La situazione globale</strong><br />
I risultati Hbsc 2009-2010 indicano che, nei vari Paesi, i giovani godono di buona salute: dichiarano infatti un’elevata soddisfazione di vita, <strong>riferiscono comportamenti salutari diffusi</strong>, mostrano relazioni positive negli ambienti che frequentano e all’interno della comunità. Tuttavia, emergono <strong>disuguaglianze di salute e determinanti sociali significativi </strong>in base a età, sesso e status socio-economico. La salute e la soddisfazione di vita, entrambe autoriferite, diminuiscono per esempio con il crescere dell’età, sono più basse tra le ragazze e tra chi appartiene a classi socio-economiche svantaggiate. Inoltre, <strong>molti giovani sviluppano comportamenti che pregiudicano la propria salute come fumare, consumare alcolici, mangiare poca frutta e verdura</strong>. Questi comportamenti aumentano all’aumentare dell’età e al diminuire dello status socio-economico e si riscontrano più frequentemente tra i maschi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’Italia</strong><br />
Anche il nostro Paese ha partecipato a questo studio. Volendo provare a contestualizzare l’Italia nel più ampio contesto dell’indagine internazionale, analizzando i diversi argomenti trattati nel rapporto emerge che:<br />
-<strong>abitudine al fumo</strong> &#8211; l’Italia si pone sopra la media dei ragazzi che a 15 anni fumano almeno una volta a settimana;<br />
-<strong>consumo di alcol </strong>- in tutte le fasce d’età considerate dall’indagine, i ragazzi italiani risultano sopra la media, ma, riguardo alle  ubriacature, siamo molto al di sotto (ci si abitua più precocemente al bere ma si beve con più moderazione);<br />
-<strong>uso di cannabis</strong> &#8211; l’Italia è nella media rispetto agli altri Paesi<br />
<strong>-abitudini sessuali</strong> &#8211; i ragazzi italiani sono nella media, con il 22-23% dei 15enni che dichiara di aver  già avuto rapporti sessuali completi. Riguardo i metodi contraccettivi, il 78% dei ragazzi ha dichiarato di aver usato il preservativo all’ultimo rapporto;<br />
-<strong>bullismo</strong> &#8211; per questo fenomeno siamo al di sotto della media degli altri Paesi in tutte le fasce d’età e i 15enni italiani sono in fondo alla scala degli episodi dichiarati di bullismo;<br />
-<strong>percezione della propria salute</strong> &#8211; mentre da un lato dai dati riferiti emerge una generale soddisfazione per la propria vita e una valutazione positiva del proprio stato di salute, dall’altro i ragazzi italiani sono ai primi posti nel dichiarare sintomi di tipo psicosomatico;<br />
-<strong>stato ponderale e alimentazione</strong> &#8211; la percentuale di ragazzi in sovrappeso od obesi è più alta della media degli altri Paesi partecipanti all’indagine (soprattutto i maschi). Alta la percentuale del consumo di frutta mentre si riscontra un basso consumo di soft drink;<br />
-<strong>attività fisica</strong> &#8211; i ragazzi italiani si trovano all’ultimo posto in tutte le fasce d’età;<br />
<strong>-relazioni con i familiari </strong>- rispetto agli altri Paesi, i giovani italiani hanno un po’ meno facilità nel parlare con i genitori e questa difficoltà aumenta al crescere dell’età ed è più accentuata nel dialogo con il padre;<br />
<strong>-rapporto con i pari</strong> &#8211; la rete amicale è generalmente più ristretta rispetto agli altri Paesi, si esce meno la sera e si hanno più contatti via web;<br />
-<strong>scuola </strong>- i ragazzi italiani sembrano mostrare in generale un basso gradimento, che diminuisce progressivamente all’aumentare dell’età. Inoltre hanno spesso una percezione negativa del proprio rendimento scolastico e della richiesta scolastica, che giudicano troppo stressante.</p>
<p style="text-align: justify;">Bisogna notare che in alcuni casi, per questi indicatori di salute, il livello socio-economico può essere un determinante importante e generare differenze di salute. Una maggiore disponibilità economica, per esempio, è spesso associata a un aumento di alcuni comportamenti a rischio (uso di cannabis, abitudine al fumo e consumo di alcol), mentre situazioni di eccesso ponderale e il riportare problemi psicosomatici sono generalmente associati a ragazzi di classi socio-economiche più svantaggiate.</p>
<p style="text-align: justify;">In Italia gli interessanti dati raccolti stanno confluendo in un <strong>report nazionale sull’indagine 2009-2010</strong>, che è in fase di pubblicazione. I primi risultati sono stati presentati in un <a href="http://www.salute.gov.it/stiliVita/paginaInternaMenuStiliVita.jsp?id=2954&amp;menu=sorveglianza"><span style="text-decoration: underline;">CONVEGNO</span></a> svoltosi al Ministero della Salute. Poiché lo studio ha coinvolto direttamente le realtà locali, sono inoltre stati prodotti rapporti regionali che permettono un’analisi dettagliata a livello territoriale. Per consultare i <strong>report regionali 2009-2010 Hbsc </strong>(Health Behaviour in School-aged Children &#8211; Comportamenti collegati alla salute in ragazzi di età scolare) visita il sito <a href="http://www.hbsc.unito.it/it/">HBSC ITALIA </a></p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Epicentro<br />
 <br />
 </p>
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		<title>L&#8217;INTRODUZIONE DELL&#8217;OTTICA MOTIVAZIONALE NELLA TERAPIA DI GRUPPO PER ALCOLDIPENDENTI</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 11:53:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[ALCOLISMO]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Servizio di Alcologia di Ivrea, attivo dal febbraio 2009, opera sul territorio del distretto 5 dell’ASL TO4, costruendo l’intervento in integrazione con le due minièquipe dell’ambulatorio Sert di Ivrea e l’èquipe del Sert Caluso. L’intervento si sviluppa a partire &#8230; <a href="http://www.retecedro.net/?p=2544">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.retecedro.net/wp-content/uploads/2012/05/dalfarealdire_logo.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-2548" title="dalfarealdire_logo" src="http://www.retecedro.net/wp-content/uploads/2012/05/dalfarealdire_logo.gif" alt="" width="110" height="90" /></a>Il Servizio di Alcologia di Ivrea, attivo dal febbraio 2009, opera sul territorio del distretto 5 dell’ASL TO4, costruendo l’intervento in integrazione con le due minièquipe dell’ambulatorio Sert di Ivrea e l’èquipe del Sert Caluso.</span><br />
L’intervento si sviluppa a partire dalla presa in carico di base effettuata dagli ambulatori, con la costruzione di percorsi individualizzati, approfondimento e presa in carico globale delle problematiche alcologiche specifiche e delle più complessive aree di criticità del soggetto che concorrono a instaurare, mantenere, protrarre comportamenti e abitudini di abuso e dipendenza alcolica.<br />
L’articolo descrive la strutturazione e gli interventi del Servizio di Alcologia.<span id="more-2544"></span></p>
<p><strong>L’introduzione dell’ottica motivazionale nella terapia di gruppo per pazienti alcoldipendenti<br />
Un’esperienza nel Servizio di Algologia di Ivrea, Dipartimento Patologia delle Dipendenza ASL TO 4</strong><br />
Isabella Delsedime, Giorgio Festa, Dimitri Travaglio, Kengi Aglietta, Giulia Chiono, Deborah Ferrando, Carlo Zarmati<br />
DAL FARE AL DIRE<br />
Periodico di informazione e confronto sulle patologie da dipendenza<br />
n.1 2012<br />
Pag. 15-24</p>
<p>L&#8217;articolo è disponibile c/o il Cesda</p>
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		<title>ADEMPIMENTI NAZIONALI, REGIONALI E LOCALI PER LA CHIUSURA DEGLI OPG</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 10:22:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[CARCERE]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono stati necessari più provvedimenti nazionali, tra cui il Dpcm 1° aprile 2008 e la legge n.9 del 17 febbraio 2012, per stabilire in modo chiaro che i sei Ospedali Psichiatrici Giudiziari devono chiudere definitivamente entro il 1° marzo 2013. &#8230; <a href="http://www.retecedro.net/?p=2536">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.retecedro.net/wp-content/uploads/2012/05/carcere_sbarre-400x300.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2541" title="carcere_sbarre--400x300" src="http://www.retecedro.net/wp-content/uploads/2012/05/carcere_sbarre-400x300.jpg" alt="" width="100" height="90" /></a>Sono stati necessari più provvedimenti nazionali, tra cui il <strong>Dpcm 1° aprile 2008 </strong>e la <strong>legge n.9 del 17 febbraio 2012</strong>, per stabilire in modo chiaro che i sei <strong>Ospedali Psichiatrici Giudiziari devono chiudere definitivamente entro il 1° marzo 2013</strong>.<br />
Come è norma di uno stato di diritto, le leggi vanno applicate da tutti, a cominciare dalle Istituzioni, in questo caso dal Governo Nazionale, dalle Regioni e Province Autonome, dalle Aziende sanitarie locali e dai Comuni interessati, sulla base del principio costituzionale della &#8220;leale collaborazione interistituzionale&#8221;.<br />
E&#8217; quello che si propone di sollecitare il <strong>Convegno nazionale</strong>:<br />
<a href="http://www.retecedro.net/wp-content/uploads/2012/05/ADEMPIMENTI-NAZIONALI-REGIONALI-E-LOCALI-PER-LA-CHIUSURA-DEGLI-OPG.pdf">ADEMPIMENTI NAZIONALI, REGIONALI E LOCALI PER LA CHIUSURA DEGLI OPG</a>  programmato a Firenze il prossimo 18 maggio.</p>
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		<item>
		<title>STUDIO ESPLORATIVO SULLA VALUTAZIONE QUALITATIVA DEL PERCORSO TRATTAMENTALE DEL PAZIENTE ALCOLISTA</title>
		<link>http://www.retecedro.net/?p=2529</link>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 09:16:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[ALCOLISMO]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; stato pubblicato sulla rivista Dal Fare al Dire un articolo nel quale viene descritta l’esperienza maturata dal Servizio di Algologia dell’ASL TO2, Unità Operativa Semplice all’interno del Dipartimento di Patologia delle Dipendenze “C. Olivenstein”, relativamente all’accoglienza e alla valutazione &#8230; <a href="http://www.retecedro.net/?p=2529">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.retecedro.net/wp-content/uploads/2012/05/dal-fare-al-dire1.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-2530" title="dal fare al dire" src="http://www.retecedro.net/wp-content/uploads/2012/05/dal-fare-al-dire1.gif" alt="" width="90" height="110" /></a>E&#8217; stato pubblicato sulla rivista Dal Fare al Dire un articolo nel quale viene descritta l’esperienza maturata dal Servizio di Algologia dell’ASL TO2, Unità Operativa Semplice all’interno del Dipartimento di Patologia delle Dipendenze “C. Olivenstein”, relativamente all’<strong>accoglienza </strong>e alla <strong>valutazione sia iniziale che di esito del percorso del paziente alcolista</strong>. </span><span style="color: #000000;"><br />
Gli esiti del trattamento rappresentano, infatti, un momento di criticità quando ci si confronta con patologie croniche come l’alcolismo.</span><span id="more-2529"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Nello specifico si intende presentare un progetto orientato alla proposta terapeutica di un percorso di cura condivisibile all’interno dell’èquipe e con il quale il paziente, valutabile periodicamente con scadenze programmate e ricalibrato sulla base degli esiti della valutazione.</span><br />
<span style="color: #000000;">Nel lavoro vengono descritte le procedure operative di presa in carico del paziente, vengono inoltre illustrate la valutazione qualitativa del percorso di cura e le ricadute che i cambiamenti organizzativi hanno sulla pratica clinica come, ad esempio il miglioramento dell’aderenza trattamentale.</span><br />
<span style="color: #000000;"><strong> </strong></span></p>
<p><strong>Studio esplorativo sulla valutazione qualitativa del percorso trattamentale del paziente alcolista.</strong><br />
<strong>Introduzione del contratto terapeutico individuale</strong><br />
Paola Damiano, Tiziana Chiapperini, Simone Donaddio, M. Antonella Piras, Augusto Consoli<br />
DAL FARE AL DIRE<br />
Periodico di informazione e confronto sulle patologie da dipendenza<br />
n.1 2012<br />
pag.9-14</p>
<p>La rivista è disponibile c/o il Cesda</p>
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		<title>COCAINA E PRESTAZIONI LAVORATIVE</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 08:43:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[SOCIALE]]></category>
		<category><![CDATA[TOSSICODIPENDENZE E TRATTAMENTO]]></category>

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		<description><![CDATA[Una recente inchiesta del quotidiano La Repubblica ha denunciato che il fenomeno dell’utilizzo di cocaina in ambito lavorativo ha avuto un’espansione di natura trasversale tra categorie estremamente eterogenee e con lo specifico fine di aumentare la prestazione ovvero di consentire &#8230; <a href="http://www.retecedro.net/?p=2524">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.retecedro.net/wp-content/uploads/2012/05/sniffare-cocaina.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2525" title="sniffare-cocaina" src="http://www.retecedro.net/wp-content/uploads/2012/05/sniffare-cocaina-150x150.jpg" alt="" width="90" height="120" /></a>Una recente <a href="http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/inchiesta-italiana/2012/02/23/news/i_mestieri_della_coca-29612447/"><span style="text-decoration: underline;">inchiesta</span></a> del quotidiano<em> La Repubblica</em> ha denunciato che il <strong>fenomeno dell’utilizzo di cocaina in ambito lavorativo</strong> ha avuto un’<strong>espansione</strong> di natura trasversale <strong>tra categorie estremamente eterogenee</strong> e con lo specifico fine di aumentare la prestazione ovvero di consentire ai lavoratori che ne fanno uso di gestire stress e senso di inadeguatezza.<span id="more-2524"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il dossier <em><strong>“Cocaina e prestazioni lavorative: profili normativi, psicologici e legali”</strong></em> pubblicato da <strong>Adap</strong> è frutto di un lavoro partito, prima di tutto, da un’analisi psico-sociale del problema, con l’intervento di Giacomo Bianchi, che consente di inquadrare la questione partendo dalle sue origini profondamente radicate nella società e negli aspetti interiori della persona.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dossier è scaricabile cliccando <a href=" http://www.google.it/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=1&amp;ved=0CGoQFjAA&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.bollettinoadapt.it%2Facm-on-line%2FHome%2Fdocumento17440.html&amp;ei=336rT-D8KIrJtAaEg53zBA&amp;usg=AFQjCNHTqzmPzKy_d-HJK_GcCefKWVlY6A"><span style="text-decoration: underline;">qui</span></a></p>
<p>Fonte: Cedostar</p>
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		</item>
		<item>
		<title>LA SOMMINISRAZIONE ASSISTITA DI EROINA – Evidenze scientitiche ed esperienze cliniche</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 08:09:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[TOSSICODIPENDENZE E TRATTAMENTO]]></category>

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		<description><![CDATA[La prescrizione di farmaci sostitutivi, come il metadone e la buprenorfina, rappresentano la terapia medica di prima scelta per circa 700.000 degli 1,3 milioni di consumatori problematici di oppiacei in carico ai servizi, in Europa. Tuttavia, una piccola minoranza di &#8230; <a href="http://www.retecedro.net/?p=2521">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.retecedro.net/wp-content/uploads/2012/05/emcdda1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2522" title="emcdda" src="http://www.retecedro.net/wp-content/uploads/2012/05/emcdda1-150x150.jpg" alt="" width="90" height="120" /></a>La prescrizione di farmaci sostitutivi, come il <strong>metadone e la buprenorfina</strong>, rappresentano la <strong>terapia medica di prima scelta </strong>per circa 700.000 degli 1,3 milioni di <strong>consumatori problematici di oppiacei </strong>in carico ai servizi, in Europa. Tuttavia, una piccola minoranza di consumatori problematici non risponde a questo tipo di terapia.<br />
I risultati di studi internazionali suggeriscono che l&#8217;uso controllato di <strong>eroina medica </strong>può essere <strong>un&#8217;efficace terapia di seconda scelta, per i consumatori che non rispondono a quella di prima</strong>.<span id="more-2521"></span><br />
L&#8217;Osservatorio sulle droghe di Lisbona ha pubblicato il volume “New heroin-assisted treatment” nel quale viene data per la prima volta una panoramica sullo stato dell&#8217;arte della somministrazione assistita di eroina, esaminando le ultime evidenze e le esperienze cliniche in Europa e nel resto del mondo.</p>
<p>Scarica il rapporto: <a href="http://www.emcdda.europa.eu/attachements.cfm/att_154996_EN_Heroin%20Insight.pdf"><span style="text-decoration: underline;">NEW HEROIN-ASSISTED TREATMENT</span></a></p>
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		<title>LA FABBRICA DELLE MALATTIE. L&#8217;addiction nel Sistema DSM</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 10:50:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[TOSSICODIPENDENZE E TRATTAMENTO]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo spazio riservato all’addiction dalla psichiatria è progressivamente aumentato, basti pensare che nel DSM – I e DSM – II, la dipendenza non meritava la dignità di disturbo, ma era considerata un semplice sintomo della personalità antisociale. Oggi, il DSM &#8230; <a href="http://www.retecedro.net/?p=2510">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.retecedro.net/wp-content/uploads/2012/05/NUOVA%20COPERTINA%20AL%2028-04-11%20-1%20copia.jpg"></a><a href="http://www.retecedro.net/wp-content/uploads/2012/05/dal-fare-al-dire.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-2514" title="dal fare al dire" src="http://www.retecedro.net/wp-content/uploads/2012/05/dal-fare-al-dire.gif" alt="" width="90" height="120" /></a>Lo spazio riservato all’addiction dalla psichiatria è progressivamente aumentato, basti pensare che nel <strong>DSM – I e DSM – II, la dipendenza non meritava la dignità di disturbo</strong>, ma era considerata un semplice sintomo della personalità antisociale.<br />
Oggi, il <strong>DSM – IV –TR descrive i Disturbi correlati alle sostanze in due categorie: <em>Disturbi da uso di sostanze </em></strong>(Abuso e Dipendenza) e <strong><em>Disturbi indotti da sostanze </em></strong>(Disturbo d’Ansia, Disturbo dell’Umore, Intossicazione, Disturbo amnestico, Delirium, Demenza, etc.).<br />
Pier Paolo Pani, in un articolo pubblicato sulla rivista Dal Fare al Dire, analizza l’epidemiologia della comorbilità, gli aspetti legati alla validità e attendibilità della Doppia Diagnosi, il problema della sintomatologia sottosoglia e la visione longitudinale del processo tossicomanigeno, individuando alcune importanti modifiche da apportare al DSM –V.<span id="more-2510"></span><br />
Secondo il DSM –IV-TR, all’interno dei disturbi da uso di sostanze, l’Abuso viene diagnosticato quando l’uso ripetuto porta a uno o più problemi sociali o professionali; la Dipendenza viene invece diagnosticata quando vengono soddisfatti tre o più criteri comprendenti diversi comportamenti correlati all’uso di sostanze, oltre alla tolleranza e all’astinenza.<br />
Il sistema diagnostico del DSM è stato costruito con l’obiettivo di creare una convergenza tra i soggetti interessati per ragioni diverse alla definizione dei disturbi mentali (ricercatori, medici, compagnie di assicurazioni, decisori politici, etc.). Date le limitate informazioni sulla eziologia e sulla fisiopatologia, e data la presenza di concettualizzazioni differenti sulla natura dell’addiction, l’approccio adottato dagli estensori del DSM è stato un approccio ateoretico.<br />
Per questo motivo, i criteri adottati dalla classificazione del DSM per la diagnosi dei disturbi da uso di sostanze sono espressi a un livello molto basso di inferenza, che include solo quei comportamenti che possono essere osservati oggettivamente.<br />
L’evoluzione della nosografia del DSM riguardo ai disturbi da uso di sostanze ha certamente migliorato il livello di concordanza fra ricercatori e clinici sulle caratteristiche diagnostiche.<br />
Tuttavia, in questo caso, come in altri disturbi esternalizzanti, l’aumento del consenso sembra essere stato ottenuto al costo di un eccessivo riduzionismo. A differenza di altre patologie, come le psicosi o i disturbi dell’umore, in cui la diagnosi richiede l’esplorazione dello stato di coscienza, dell’orientamento, della percezione, dell’ideazione, dell’umore e così via, nel caso dei Disturbi da uso di sostanze, una corretta diagnosi non richiede necessariamente l’effettuazione di un esame psichico.<br />
Secondo la nosografia DSM, questi sintomi possono essere collocati accanto alla diagnosi principale in due diversi raggruppamenti diagnostici: quello dei disturbi indotti da sostanze e quello dei disturbi psichiatrici indipendenti, quest’ultimo da utilizzare quando la relazione causale con la dipendenza non è molto stretta. In entrambi i casi si parla di comorbilità.</p>
<p>DAL FARE AL DIRE<br />
Supplemento al n. 1/2012<br />
Periodico di informazione e confronto sulle patologie da dipendenza<br />
A cura degli operatori dei servizi<br />
<strong>La fabbrica delle malattie</strong><br />
<strong>L’addiction nel Sistema DSM</strong><br />
Pier Paolo Pani<br />
pag. 3</p>
<p>La rivista è disponibile c/o Cesda</p>
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		<title>UNA NUOVA DROGA OGNI SETTIMANA</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 10:04:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[NUOVE DROGHE]]></category>
		<category><![CDATA[PREVENZIONE DELLE DIPENDENZE]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel corso del 2011, nel territorio dell&#8217;Unione Europea, ogni settimana è stata identificata una nuova molecola psicoattiva, per un totale di 49 nuove droghe. Si tratta del numero più alto di sostanze psicotrope individuate dal 2009 ad oggi, grazie al &#8230; <a href="http://www.retecedro.net/?p=2503">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.retecedro.net/wp-content/uploads/2012/05/emcdda.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2504" title="emcdda" src="http://www.retecedro.net/wp-content/uploads/2012/05/emcdda.jpg" alt="" width="90" height="120" /></a>Nel corso del 2011, nel territorio dell&#8217;Unione Europea, ogni settimana è stata identificata una nuova molecola psicoattiva, per un totale di <strong>49 nuove droghe</strong>. Si tratta del numero più alto di sostanze psicotrope individuate dal 2009 ad oggi, grazie al lavoro dei sistemi di allerta rapidi nazionali.<br />
Le sostanze sotto controllo si dividono in <strong>cannabinoidi sintetici </strong>(23 molecole) e <strong>catinoni sintetici </strong>(8 molecole).<span id="more-2503"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Questa è la principale evidenza che emerge dal <strong>rapporto annuale dell&#8217;Osservatorio Europeo sulle droghe (EMCDDA) e dell&#8217;Europol</strong>.<br />
Oltre alla descrizione delle sostanze identificate e al resoconto dell&#8217;attività di controllo realizzata il rapporto dedica attenzione anche alla circolazione delle nuove droghe attraverso il mercato on-line.<br />
Nel solo gennaio 2012, rispetto al gennaio 2011, il numero dei negozi online che vendono sostanze psicoattive sono passati dai 314 ai 690.</p>
<p style="text-align: justify;">Per approfondimenti:</p>
<p><a href="http://www.emcdda.europa.eu/attachements.cfm/att_155113_EN_EMCDDA-Europol%20Annual%20Report%202011_2012_final.pdf"><span style="text-decoration: underline;">EMCDDA–Europol 2011 Annual Report on the implementation of<br />
Council Decision 2005/387/JHA</span></a></p>
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		<title>DISUGUAGLIANZE CHE SEGNANO I DESTINI</title>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 12:27:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[IMMIGRAZIONE]]></category>

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		<description><![CDATA[Un ragionamento sul futuro del lavoro sociale non può non collocarsi dentro le gravi disuguaglianze presenti oggi nel nostro Paese. Sembra paradossale che nel momento in cui le disuguaglianze si stanno inasprendo, gli investimenti per contrastarle si stanno riducendo. Servono &#8230; <a href="http://www.retecedro.net/?p=2498">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.retecedro.net/wp-content/uploads/2012/05/AS259.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2500" title="AS259" src="http://www.retecedro.net/wp-content/uploads/2012/05/AS259.jpg" alt="" width="90" height="110" /></a>Un ragionamento sul futuro del lavoro sociale non può non collocarsi dentro le gravi disuguaglianze presenti oggi nel nostro Paese. Sembra paradossale che <strong>nel momento in cui le disuguaglianze si stanno inasprendo, gli investimenti per contrastarle si stanno riducendo</strong>. Servono oggi politiche sociali in grado di compensare le ridotte chance di vita e di libertà di chi non è stato fortunato nel luogo di nascita.<span id="more-2498"></span></p>
<p style="text-align: justify;">E questo non solo per solidarietà, ma perché vi è un mutuo interesse all’esistenza di una società giusta. Una società diseguale spreca infatti la sua risorsa più preziosa: il suo capitale umano, i suoi cittadini. Chiara Saraceno, in un articolo pubblicato sulla rivista Animazione Sociali, analizza i punti deboli del nostro sistema e individua alcune priorità utili a modificare la situazione attuale.</p>
<p><strong><span style="color: #000000;"> </span>Un caso emblematico: i figli di genitori immigrati.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La povertà dei bambini è un caso emblematico di “disuguaglianza ingiusta”, fondata com’è esclusivamente sull’origine di nascita, ma anche del corto circuito delle capacità. Di recente un documento di Eurostat, basandosi sui dati dell’indagine PISA (che analizza le competenze cognitive dei bambini), ha segnalato come in Italia esistano forti divari nelle competenze cognitive tra i ragazzi a seconda delle classi sociali e della residenza geografica. In particolare, il documento ha messo in luce come i figli di genitori a bassa istruzione in situazione di povertà abbiano minori competenze rispetto a figli di famiglie in condizioni economiche migliori. Tale fenomeno si presenta in modo accentuato per i figli di immigrati; il 50% dei quali si trova in condizione di povertà. Questo non vuol dire che essi siano meno intelligenti , piuttosto, la loro debolezza cognitiva è conseguenza delle maggiori difficoltà che incontrano nel percorso di inserimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Le competenze cognitive non sono infatti un dato genetico; al contrario, si potrebbe dire che i figli degli immigrati siano da questo punto di vista degli “atleti” perché devono fare molta più fatica per conseguire le stesse prestazioni dei loro compagni italiani. Devono infatti superare barriere linguistiche, di adattamento e per lo più a casa non hanno genitori in grado di poterli aiutare nei compiti.</p>
<p style="text-align: justify;">Per queste ragioni i figli di immigrati, così come i bambini e i ragazzi che vivono nelle zone e nei quartieri più deprivati, dovrebbero avere maggiori risorse di apprendimento, scuole e insegnanti più attrezzati. Questi bambini avrebbero bisogno di risorse in più per poter manifestare ciò che sono, per poter sviluppare le proprie capacità intellettive.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"> </span>Questo tipo di disuguaglianza ha radici storiche nel nostro Paese, ne portiamo, insieme a tanti governi, la responsabilità. La responsabilità più “lunga” è quella di non aver saputo adeguare il sistema di welfare quando ciò sarebbe stato possibile per la presenza di risorse. La responsabilità più “breve” è quella di aver accentuato le caratteristiche perverse di un welfare inadeguato, anziché provare a riformarlo.</p>
<p>Occorre un investimento sociale che garantisca insieme protezione e sviluppo umano, in quest’ottica due questioni assumono oggi priorità:<br />
- contrastare la povertà e più in generale le disuguaglianze tra i bambini<span style="font-family: Times New Roman;"><span style="color: #000000;"><br />
-</span><span style="color: #000000;">         </span></span>risolvere il problema dei due milioni di neet (not in education, employment or training), giovani che tra i 15 e i 24 anni che non studiano, non lavorano né sono in cerca di un’occupazione.</p>
<p><strong>Disuguaglianze che segnano i destini<br />
Se cresce il welfare cresce la libertà di un Paese</strong><br />
Chiara Saraceno<br />
ANIMAZIONE SOCIALE n. 259 &#8211; Gennaio 2012<br />
Pag. 48</p>
<p>La rivista è disponibile c/o il Cesda</p>
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