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  NEW ADDICTION: IL SESSO COMPULSIVO
Scritto da: redazione su Venerdì, 10 Settembre 2004 - 14:55
 
 
New Addictions
Uomini, tra i venti e i quaranta anni, spesso laureati, con un buon reddito, ossessionati da sensazioni e fantasie sessuali, che arrivano ad eccitarsi anche in assenza di sollecitazioni esterne: questo l’identikit del sex addicted.

Il sesso compulsivo è caratterizzato da una violenta esigenza di fare sesso sempre, ad ogni ora, in qualunque luogo, con chiunque, anche se questo comporta imprese omeriche e costi esorbitanti.
Si tratta di un impulso incontrollabile, volto alla pratica sessuale fisica vissuta come anonima e insoddisfacente.



Le New Addiction: nuove tossicomanie senza droga

Quasi ogni attività umana ha il potere di costituire una dipendenza. Per quanto non sia semplice giungere ad una definizione di questo complesso fenomeno, vi è un consenso generale nel considerare “dipendenza” un comportamento complesso e progressivo con specifiche componenti biologiche, psicologiche e sociali che implicano: perdita di controllo, una compulsione a mettere in atto un certo comportamento, un malessere vissuto se l’individuo si trova in condizioni di impossibilità a praticarlo.
Il termine addiction si rifà all’antico uso francese della parola che designava la costrizione corporale inflitta ai debitori che non potevano pagare i loro debiti: nel nostro caso si tratta di considerare in seguito a quali carenze affettive il soggetto dipendente è costretto a pagare con il proprio corpo gli impegni presi e non mantenuti.
Già nel 1945 Fenichel propose di raggruppare sotto il nome di addiction non solo la tossicodipendenza ma anche tutta una serie di disturbi compulsivi, interpretabili come “tossicomania senza droga”.
Il gioco d’azzardo, il compulsive buying, le condotte a rischio, il sesso compulsivo, e si potrebbe allungare questa lista con molte altre forme di dipendenza non farmacologica, presentano insospettabili tratti comuni non solo da un punto di vista psicologico, ma anche neurchimico e sociale.
Queste forme di dipendenza si sviluppano quando l’individuo “impara” che quello specifico comportamento può farlo star bene in tempi rapidi e secondo il suo desiderio, infatti le new addictions racchiudono quei comportamenti che hanno in comune il tentativo di modificare l’umore per “stare bene” o più frequentemente per evitare di stare male.
La persona dipendente sceglie di mettere in atto il suo comportamento anche quando sono presenti altre forme di gratificazione e rinforzo positivo. Ne consegue che molti principi terapeutici utilizzati per prevenire la recidiva nelle tossicodipendenze sono utilizzabili in tutte le altre dipendenze.


Una "vecchia storia"

Di Sexual Addiction ovvero della compulsione incontrollabile ad avere rapporti sessuali, se ne parlava già nel 1886. Lo psichiatra australiano Richard von Krafft-Ebing nel suo trattato Psychopathia Sexualis sottolineava come in tale disturbo il desiderio sessuale sembri seguire uno sviluppo talmente anomalo “da coinvolgere tutti i pensieri e le sensazioni e da non permettere nessun altro scopo nella vita”.
Alcuni anni dopo (1897) Freud in una lettera a Fliess avanzò l’ipotesi di un legame fra dipendenza e sessualità, egli afferma che “la masturbazione è la sola grande abitudine, il bisogno primitivo, e che gli altri bisogni, quali l’alcool, la morfina, il tabacco sono solo dei sostituti, dei prodotti di rimpiazzo”.
La dipendenza sessuale è sostanzialmente una relazione disturbata con il sesso attraverso la quale la persona allevia lo stress, fugge da sentimenti negativi o dolorosi e dalle relazioni intime che non è capace di gestire.

Per queste persone la relazione sessuale diventa il bisogno fondamentale rispetto al quale tutto il resto viene sacrificato.
Da un punto di vista etiopatogenetico, già Otto Fenichel nel suo trattato di psicoanalisi delle nevrosi e delle psicosi, aveva ipotizzato che la Sexual Addiction fosse da intendersi come espediente difensivo contro emozioni intollerabili. L’attività sessuale, soprattutto se frenetica, consente all’individuo di liberarsi momentaneamente da un profondo stato di angosciante tensione.
Il dipendente da sesso è spesso contraddistinto da una palese insoddisfazione sessuale, le rare volte che cerca di controllarsi al fine di respingere mentalmente ogni intento sessuale, non ci riesce. Quando nella sua vita subentra un periodo caratterizzato dall’assenza di avventure sessuali, il soggetto è assalito da una vera e propria sindrome di astinenza, con elementi di nervosismo, irritabilità, ansietà, emicrania, tremore e insonnia.
La personalità del dipendente da sesso è generalmente di tipo nevrotico o impulsivo. Alcuni tratti della sua struttura come la subordinazione alla figura materna, l’insicurezza in se stesso, il vuoto esistenziale e la mancanza di autocontrollo, favoriscono l’instaurarsi del processo patologico. Frequentemente alla compulsione sessuale si associa uno stato depressivo.
Spesso queste persone conducono una doppia vita caratterizzata dalla pantomima sociofamiliare, percepita dagli altri come un comportamento familiare autentico ed esemplare, e dalla segreta pratica del “sesso over all”, perseguendo continuamente delle avventure sessuali.
Lo psichiatra statunitense Blain descrive il modo di vivere l’atto sessuale del dipendente da sesso come uno stato mentale simile a quello dell’estasi del tossicomane, con alcuni elementi di perdita parziale o totale del livello cosciente e sensorio e senza nessun dato proprio dell’orgasmo sessuale normale. Questa forma così elementare di attività sessuale rende massimo l’effetto di dipendenza, i soggetti si sentono schiavi della loro condotta e risulta estremamente complesso per loro smettere di praticarla.
La letteratura sembra concorde nel ritenere che i significati delle diverse manifestazioni sintomatologiche della sessualità compulsiva, al di là degli inquadramenti nosografici, vadano compresi facendo riferimento alla qualità e a climi dei contesti relazionali, in particolare familiari all’interno dei quali l’individuo è cresciuto. Un mancato rapporto empatico con le figure genitoriali sembra determinare un senso di disintegrazione della propria identità e perdita della stima di sé, cui si fa fronte attraverso la dipendenza da sostituti simbolici delle figure di allevamento.
Alcuni studiosi hanno recentemente avanzato l’ipotesi del “trauma reenactment” (“ripetizione del trauma”), secondo cui il comportamento sessuale compulsivo risalirebbe ad abusi sessuali, fisici e psicologici subiti durante l’infanzia.
Le terapie più accreditate per il trattamento della dipendenza da sesso risultano essere la terapia cognitivo comportamentale e quella psicodinamica. In un primo momento della terapia è necessario aiutare il soggetto ad uscire dall’isolamento e a recuperare un controllo di sé. E’ importante che il paziente sperimenti l’astinenza da qualsiasi attività sessuale, in questa fase è importante aiutarlo ad individuare le strategie idonee a gestire e mantenere l’astinenza. La terapia deve, in seguito, concentrarsi sulla risoluzione di eventuali traumi infantili, sulle false convinzioni e sulla gestione delle conseguenze causate dal disturbo.
Inoltre, visto che la componente compulsiva di questi soggetti in realtà serve a proteggerli da qualche paura, diventa fondamentale interrogarsi su quale sia significato latente di tale paura, riportandolo ad una piena consapevolezza.

A cura di Alba Russo

Riferimenti Bibliografici:


- Blaine D.A. “Sexual Addictions”, Holistic Nurs Pract, vol.15, n.6, 1990, pag. 36-41
- Di Maria F., Falgares G., “Il sesso compulsivo”, Psicologia Contemporanea, sett-ott., n.185, pag. 22-28
- Fernandez Francisco Alfonso “Le altre droghe: cibo, sesso, televisione, acquisti, gioco, lavoro” Edizioni Universitarie Romane, Roma, 1999
- Guerreschi C. “Il gioco d’azzardo patologico: liberati dal gioco e dalle altre nuove dipendenze” Edizioni Kappa, Roma, 2003
- Krafft-Ebing R. Von, “Psychopathia Sexualis”, Manfredi Editore, Milano, 1953

 
 
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