COSE DA FARE CON I GIOVANI – Sconfinare e ibridarsi per diversificarsi

Lavorare con i giovani non può mai essere rinchiudersi nei mondi giovanili, mentre è sempre più chiaro che lavorare con i giovani è sviluppare nuove attenzioni verso le città, i paesi, i territori. Occuparsi dei giovani implica prendersi cura dei contesti locali incoraggiando lo sviluppo di “altri futuri” possibili.

Per questo gli esperimenti più fecondi sono quelli degli operatori che hanno scelto di aprirsi a sconfinamenti dentro i mondi locali, ma anche su territori più vasti. Sempre più il loro impegno si esprime animando sottosistemi sociali legati alla scuola, magari attraverso progetti di alternanza scuola-lavoro, promuovendo nel proprio contesto attività performative e comunitarie, agendo nell’ambito della ricerca del lavoro, sviluppando forme inedite di economia e di comunità.
Una specificità del lavoro con i giovani è quindi muoversi in campi diversi, dando vita a processi diffusi di empowerment in cui i giovani possano prendere coscienza delle loro possibilità e responsabilità.
La scommessa sulla fecondità degli sconfinamenti sta spingendo sevizi, progetti e interventi a diventare veri “laboratori territoriali” orientati alla collaborazione e alla condivisione.

Sconfinare e ibridarsi per diversificarsi
Oltre l’autosufficienza degli operatori per aprire strade locali con i giovani
A cura di Nicola Basile
Contenuto in: Contenuto in: Animazione sociale, n. 323/9 (2018), pag. 43-53
Rivista diponibile per la consultazione c/o Cesda

Questa voce è stata pubblicata in GIOVANI, SOCIALE. Contrassegna il permalink.