IL GRAN RITORNO DELL’EROINA E DELLE MORTI PER OVERDOSE

La relazione annuale della Direzione centrale dei servizi antidroga sottolinea la concorrenza alla finora padrona assoluta dei traffici, da parte delle organizzazioni straniere, che si servono in prevalenza di manovalanza extracomunitaria.
Il gran ritorno dell’eroina (+ 30 per cento) e purtroppo anche delle morti per overdose cresciute del 9,7 per cento invertendo un trend decennale che sembrava ormai consolidato. Eroina mescolata con altre sostanze di derivazione sintetica, mimetiche degli effetti dell’oppio, come il fentanil e i suoi analoghi di struttura.

È uno dei dati più rilevanti della fotografia dei traffici e dei consumi di droga in Italia fatta dalla Dcsa, la Direzione centrale del servizio antidroga della Polizia di Stato, nella sua relazione annuale al Parlamento. In considerevole aumento anche i consumi e i relativi sequestri di marijuana (+117,76) a causa della ripresa dei traffici tra le due sponde dell’Adriatico, e delle droghe sintetiche nella presentazione in polvere (+101,17) grazie anche all’aumento considerevole degli ordini di acquisto elettronici attraverso le piattaforme presenti nel web. Calo, invece, per la cocaina (-12,88), dovuto principalmente al parziale dirottamento dei carichi destinati al territorio nazionale verso i grandi scali marittimi del Nord Europa, per l’hashish (-21,55) e per le piante di cannabis (-43,31).

Accanto alla ‘Ndrangheta calabrese, che – grazie alla propria ramificata rete di contatti internazionali – continua a ricoprire un ruolo di assoluta ed indiscussa centralità nel traffico della cocaina che attinge il nostro Paese, prendono la ribalta alcune organizzazioni straniere composte da marocchini, nigeriani e albanesi. Gli albanesi in particolare, a riprova di un salto di qualità nella propria capacità operativa, contendono alle altre formazioni criminali il controllo dei segmenti delle direttrici di traffico che interessano il nostro Paese e la gestione della rete di spaccio sul territorio nazionale. In aumento ( +9,21 per cento) gli arresti di spacciatori. Circa 14.000 quelli intercettati nel 2017. Si tratta, in prevalenza, di manovalanza extracomunitaria – per gran parte di provenienza marocchina, albanese, nigeriana, tunisina, gambiana e senegalese – addetta alla diffusione capillare dello stupefacente nelle piazze di spaccio nazionali.

La droga continua ad arrivare in Italia soprattutto via mare. La maggior parte delle partite di stupefacenti sequestrate viene intercettata negli specchi d’acqua prospicienti alle coste, in acque internazionali o all’interno del mare territoriale, e lungo la frontiera marittima.
Invece, per la cocaina (-12,88), dovuto principalmente al parziale dirottamento dei carichi destinati al territorio nazionale verso i grandi scali marittimi del Nord Europa, per l’hashish (-21,55) e per le piante di cannabis (-43,31).

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